lunedì 24 agosto 2009

MFF spreco di fondi? altro che, un grande investimento





Con qualche stupore ho letto le dichiarazioni del Senatore Digilio sul valore economico delle iniziatve culturali ed in particolare del Maratea Film Festival.
Forse riflettono polemiche politiche locali che non vorrei avessero lo stesso livello di quelle che la Lega a livello nazionale spara invariabilmente durante l’estate.
O forse riflettono un orientamento del governo Berlusconi che, unico tra i paesi europei governati dal centro destra, ha ridotto più che proporzionalmete i fondi per la cultura.
Nel merito delle osservzioni. Tutte le politiche economiche regionali, nazionali, europee e internazionali considerano il turismo una vera e propria attività industriale e un driver di sviluppo economico. Un’attività che soffre una forte concorrenza a livello anche internazionale che l’Italia infatti sta pagando. Un’attività che in Basilicata dà lavoro e reddito a decine di migliaia di famiglie.
Tutti gli studi e le indagini relizzate a qualsiasi livello e ampiamente note registrano come il binomio sole-mare non basta più, da solo, a dare un vantaggio competitivo in questo settore.
Certamente c’è bisogno di una ricettività sempre più qualificata e di un ambiente salvaguardato dal punto di vista ecologico. Ma è altrettanto acclarato che l’offerta turistica deve arricchire il vissuto del turista anche attraverso l’immaginario che si crea dei luoghi del suo viaggio.
A questo punto i contenuti culturali che il luogo riesce ad offrire diventano una variabile decisiva della sua scelta di viaggio.
Non a caso il FESR, citato dal Senatore Digilio, collega turismo e cultura e provvede ad una finalizzazione specifica dei suoi fondi. Non a caso in questa direzione si muovono le altre regioni, anche differenti politicamente, come la Campania e la Sicilia.
In questo quadro si pongono filologicamente e funzionalmente gli eventi che sono stati realizzati a Maratea quest’estate e che vedono il Maratea Film Festival come quello a maggior impatto.
Come tutti gli altri il Maratea Film Festival ha ricevuto dei contributi dalle istituzioni ma significativamente maggiori sono stati i contributi che ha ricevuto dai privati, interessati allo sviluppo del territorio, e dal lavoro e dall’impegno volontario e non retribuito dei tanti giovani lucani e marateoti che l’hanno ideato e realizzato, ricevendone nel contempo un arricchimento professionale.
Il MFF nei suoi primi due giorni, nell’incantevole spazio di piazza del Gesù a Fiumicello, ha coinvolto un pubblico attento e partecipe, di oltre duemila persone. Segno di una domanda di cultura viva e vivace.
Il MFF ha anche avuto il merito di aver coinvolto grandi artisti a vario titotlo lucani: da Francis Ford Coppola a Lina Wertmuller, da Rocco Papaleo a Michele Placido, ecc.
Questo ha permesso di forzare il muro della comunicazione anche attraverso la stampa e la televisione nazionale che ha dato ampio risalto all’evento, promuovendo così Maratea, nell’immaginario dei suoi lettori e telespettatori.
Iniziative culturali che devono avere una loro continutà per conquistare turisti rispetto ad altre destinazioni in un mondo affollato di offerte di stimoli culturali: da Rmini alla Costa Azzura, dalla Liguria alla Costa Brava.
Quindi, altro che sperpero di investimenti come, con qualche frettolosità, afferma il Senatore Digilio. Ma una ben precisa azione di politica economica la cui efficacia è stata misurata dal Multimedia Lab di Sapienza Università di Roma: per quanto riguarda specificatamente l’audiovisivo, ogni euro investito produce una ricaduta di 3-3,5 euro sul territorio. Ed i festival, come ha misurato un’interessante ricerca della Bocconi, portano più spettatori alle sale cinematografiche. Certo, così facendo sottraggono audience alle televisioni. Ma è poi un male?


Gianni Celata
Docente di Economia dei Media a Sapienza Università di Roma
Presidente del Comitato Scientifico del Maratea Film Festival

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